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Volontariato |
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La presente sezione è dedicata ai campi di conoscenza e solidarietà, esperienze che si distinguono dai viaggi itineranti per le loro peculiari caratteristiche. Si tratta di viaggi di due o tre settimane i cui spostamenti sono limitati alle aree dove si svolgerà il lavoro e a piccole escursioni durante i fine settimana. Un’occasione per allargare i propri orizzonti quotidiani, per entrare in contatto con le culture e le popolazioni locali, sperimentando un modello di vita comunitario, dove si lavora insieme ad un piccolo gruppo di volontari e al personale degli enti umanitari, religiosi e non, con i quali viene organizzato il lavoro.
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A chi è dedicato il campo di solidarietà
- a tutti coloro che desiderano svolgere un’esperienza di volontariato, anche per la prima volta, in Paesi in Via di Sviluppo;
- a coloro che desiderano dedicare le proprie vacanze mettendosi al servizio di comunità e persone, spesso molto povere e bisognose, ma anche ricche di gioia e speranze per il futuro; condividendo con loro difficoltà, fatiche, problemi, obiettivi e successi sarà più semplice e naturale immergersi nella vita e nella storia di queste genti, scoprendo realtà e dinamiche troppo spesso sconosciute al viaggiatore frettoloso, superficiale e disattento;
- a coloro che vogliono scoprire nel profondo una cultura diversa dalla propria, mettendosi in discussione, lasciando a casa pregiudizi e stereotipi della nostra società, apprezzando punti di vista diversi, analizzando le problematiche, condividendo le piccole e grandi soddisfazioni;
- a coloro i quali desiderano entrare in contatto con persone - suore, missionari e laici - che spendono la propria vita per aiutare il prossimo e costruire un mondo migliore;
- a coloro che vogliono arricchire la propria vita con un’esperienza che lascerà il segno, i cui risultati saranno riscontrabili anche una volta rientrati a casa, con uno sguardo diverso sulle cose, modificando il proprio stile di vita ed impegnandosi in una quotidianità più responsabile, sobria e più vicina alle persone bisognose intorno a noi. Perché la scelta di mettersi al servizio non deve essere qualcosa di speciale che si fa solo per quindici giorni all'anno, ma dovrebbe riflettersi anche in una scelta di uno stile di vita coerente.
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Dove
Per l’anno 2012, i Paesi nei quali si svolgono i nostri campi sono: Tanzania, Rwanda, Mozambico e Croazia.
Quali attività prevede
I campi possono prevedere varie attività di utilità sociale come costruzione, animazione e assistenza con bambini, disabili e anziani, educazione non formale, protezione dell’ambiente, salute, formazione alla pace e ai diritti umani, attività con rifugiati, organizzazione di festival culturali, lavori manuali, cultura, sport e altro.
Qualora vi fossero persone con specifiche competenze e mestieri come medici, infermieri, architetti, ingegneri, muratori, operai, falegnami, agronomi, animatori, ecc. chiediamo di segnalarlo al momento dell’iscrizione al campo in modo da poter prendere immediati contatti con gli enti referenti nei Paesi e verificare se vi sono le situazioni ed i permessi necessari per svolgere tali professioni (molto utili) durante il campo di solidarietà.
Generalmente si partecipa alle attività lavorative dal lunedì al venerdì, mentre il fine settimana costituisce un momento per scoprire il territorio e visitare bei luoghi vicini alle aree dove si svolge il campo, sempre con sincero amore e rispetto verso i luoghi e le genti che ci ospitano.
Il costo
Il costo dei campi varia a seconda del Paese, del tenore di vita effettivo in loco, della logistica dell’ospitalità, dei progetti a cui si partecipa e della presenza o meno di escursioni nei fine settimana. Il contributo è generalmente diviso in due voci, una da versare in Italia prima della partenza, che va a coprire le spese per il biglietto aereo, le tasse e servizi in loco che eludono dall’esperienza lavorativa vera e propria; una da portare con se in viaggio e versare in loco per coprire le spese di vitto e alloggio presso la missione, guest house, case private o simili. Ciò è richiesto affinché il volontario non vada a pesare sulle comunità, sulle missioni o sui progetti ospitanti.
Con chi si parte e chi si trova
Il gruppo di volontari è composto per lo più da italiani che partono e compiono insieme il viaggio e l’esperienza di lavoro; ciò non esclude però la partecipazione di persone di altra nazionalità. I partecipanti si conoscono direttamente durante le giornate di formazione precedenti alla partenza e poi durante il viaggio. Alcuni campi di solidarietà sono aperti a gruppi già costituiti, spesso provenienti da associazioni di volontariato o simili. L'età dei partecipanti è varia: i volontari sono generalmente giovani - richiesta età maggiorenne - ma non mancano persone più grandi, sempre benvenute a partecipare e portare la loro esperienza.
Ogni campo è supportato da un coordinatore italiano del gruppo di volontari. In loco i gruppi sono accolti dal personale degli enti locali ospitanti: possono essere suore, missionari, referenti di organizzazioni umanitarie, volontari laici, italiani e non. Tali dati sono specificati nelle schede tecniche di ogni campo, a seconda del Paese e dei progetti a cui si partecipa.
Quando bisogna iscriversi
E’ necessaria l’iscrizione con largo anticipo. Non ci sono date precise di scadenza, ma i gruppi sono solitamente piccoli ed i posti disponibili possono riempirsi in fretta. Inoltre Piccoli Mondi organizza delle giornate di formazione (generalmente un weekend) alcuni mesi prima della partenza alle quali è obbligatorio partecipare. Preparare un campo di lavoro richiede impegno sia da parte nostra sia da parte dell’ente e delle comunità ospitanti: prima si ha chiarezza sul numero di partecipanti e sulle capacità di ognuno, più facile è l’organizzazione … e più bassi sono i costi dei voli aerei per i partecipanti. In linea di massima i gruppi estivi vengono formati tra i mesi di gennaio e marzo.
La lingua
Senza dubbio la conoscenza della lingua parlata nel Paese o nella zona di destinazione aiutano il volontario ad una maggiore interazione con la gente del posto, ma rimane di fatto fondamentale, anche per chi parla solo italiano, essere motivati, curiosi e aperti verso le altre culture, condizione indispensabile per apprendere alcune parole base della lingua locale durante il campo di conoscenza e solidarietà. Generalmente nei nostri campi c’è una persona (coordinatore o personale locale) che può aiutare nella traduzione e nella comprensione reciproca con la gente del posto. |
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Richiesta info su volontariato |
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