Piccoli Mondi Viaggi Consapevoli

 

 

 

 

 

 

 

I nostri partner sono:

 

I partner nei paesi dove proponiamo viaggi consapevoli sono Onlus, Organizzazioni Non Governative, enti missionari, associazioni di solidarietà e organizzazioni che operano per la protezione e la tutela dell’ambiente e degli animali. Senza il loro aiuto e la loro intermediazione non sarebbe per noi possibile offrire al viaggiatore la possibilità di un contatto autentico con le piccole realtà locali.

 

Mozambico

CCS Italia Centro Cooperazione e Sviluppo Onlus

CCS è una onlus impegnata nei Paesi del Sud del mondo e in Italia con progetti principalmente dedicati al settore dell’istruzione. Nata a Genova nel novembre 1988, è un’associazione di solidarietà internazionale senza scopo di lucro e non legata ad alcun partito o confessione religiosa.
"Migliorare le condizioni di vita dei bambini nell’ambiente in cui vivono, attraverso concrete iniziative di sostegno, diretto ed indiretto, alla loro educazione, al loro benessere e al loro sviluppo” è la sua missione.
CCS immagina un mondo in cui tutti i bambini possano crescere e diventare adulti pienamente realizzati, senza essere costretti a lasciare il proprio paese e le proprie radici. Per questa ragione si adopera per garantire l’accesso a una educazione di base di qualità, migliori condizioni di vita, possibilità di crescita e di sviluppo delle proprie potenzialità ai circa 18.000 bambine e bambini inseriti nei suoi programmi di sostegno a distanza in oltre 170 comunità di Mozambico, Zambia, Nepal e Cambogia. Non solo. Attraverso i propri progetti nei villaggi e nelle scuole dove è presente, CCS raggiunge un numero molto più alto di beneficiari: oltre 45.000 nel caso di attività di educazione e formazione e più di 24.000 con i progetti di sviluppo economico e comunitario (dati 2008).
In Italia, CCS realizza attività di informazione e sensibilizzazione della società civile (pubblica ogni tre mesi la rivista Progetto Solidarietà) e, nelle scuole primarie, si occupa di progetti di educazione allo sviluppo, ai diritti umani e alla pace, con l’obiettivo principale di superare il pregiudizio, favorendo scambio interculturale, dialogo, percorsi d'integrazione.
In Mozambico CCS è presente fin dagli inizi della sua attività, a fine anni ’80, quando il paese stava faticosamente uscendo dalla guerra civile. Nel tempo, l’attività si estesa dalla Provincia di Sofala, dove tuttora CCS opera attraverso uno dei suoi tre uffici (Beira), alle province di Maputo (Ufficio con sede a Matola) e Inhambane (ufficio di Vilankulo).
Il Mozambico è stato anche il primo paese in cui CCS ha avviato i propri programmi di sostegno a distanza. Oggi i bambini direttamente sostenuti in Mozambico sono oltre 8700, in un totale di circa 70 scuole. A beneficiare con loro delle opere di adeguamento delle strutture scolastiche, dei progetti per il miglioramento dell’insegnamento e di tutti gli altri progetti di CCS (dalla sanità allo sviluppo economico e comunitario), sono anche i compagni di scuola, gli insegnanti, le famiglie e l’intera comunità locale.
Durante il viaggio consapevole gli incontri con i referenti di CCS Italia in Mozambico e le visite ai progetti della Onlus sono previsti presso Maputo, Vilankulo e nella provincia di Sofala.

L.v.i.a. Associazione Italiana Volontari Laici

L'Associazione di Solidarietà e di Cooperazione Internazionale LVIA è un'organizzazione non governativa (ONG) presente in Africa da oltre 40 anni.
Al fianco delle popolazioni locali, realizza programmi di sviluppo che valorizzano l’impegno, le capacità e le risorse delle comunità. L'obiettivo è lo sradicamento della povertà e il miglioramento delle condizioni di vita.
Attualmente, la LVIA è presente in Burkina Faso, Burundi, Etiopia, Guinea Bissau, Guinea Conakry, Kenya, Mali, Mauritania, Mozambico, Senegal, Tanzania, oltre che in Albania.
Potenziamento dell’agricoltura, dell’allevamento e dell’imprenditoria, accesso permanente all’acqua potabile, tutela della salute e dell'ambiente, opportunità di istruzione e lavoro, formazione professionale sono i settori in cui interviene.
Gli interventi promossi dalla LVIA, oltre a realizzare opere e garantire servizi, sono attenti a migliorare le competenze locali, per garantire una reale autonomia delle comunità nella gestione delle opere realizzate e nella promozione del proprio sviluppo.
Alcuni dei progetti attivi in Mozambico mirano a creare un ambiente urbano più sano: di fronte ai gravi problemi di una crescita urbana spesso incontrollata, LVIA opera in sinergia con le amministrazioni locali nella ricerca di soluzioni ai problemi della gestione dei rifiuti, promuovendo la raccolta differenziata, il riciclaggio della plastica e l’educazione ambientale nei quartieri e nelle scuole. Altri progetti hanno come scopo sia quello di sviluppo comunitario che di turismo responsabile nell’area del Parco Nazionale di Zinale. Sono al momento in corso i seguenti progetti:
- RECICLA, la stazione di trattamento della plastica: inaugurata nel marzo 2006, le attività di riciclaggio sono a pieno ritmo, con una raccolta mensile di circa 10 tonnellate provenienti per lo più dai bairros vicini alla discarica, presso la quale RECICLA è stata costruita. Sono in gran parte donne le persone che si rivolgono a RECICLA per vendere la plastica che loro stesse raccolgono per i quartieri della città. I 15 lavoratori del Centro RECICLA, tutte persone che frequentavano la vicina discarica e che hanno costruito materialmente il centro, selezionano, tagliano e lavano la plastica al fine di renderla ancora utilizzabile dalle imprese locali. Diverse le aziende di prodotti plastici interessate e coinvolte nell’acquisto di plastica pre-trattata.
- FERTILIZA, il centro di compostaggio: dal 2007 si sta sperimentando su piccola scala la produzione di compost fertilizzante, attraverso la realizzazione di Fertiliza, il centro di valorizzazione dei rifiuti organici. Il compost da destinare all’agricoltura è prodotto a partire dai rifiuti organici raccolti in uno dei maggiori mercati popolari, quello di Xiquelene, che sorge nel quartiere Ferroviario ad un paio di chilometri da Recicla. Il progetto offre un’opportunità di lavoro e di inserimento sociale a 11 ex-lixeiros che stanno seguendo un prercorso di formazione e crescita professionale ed umana. Il progetto ha inoltre un’altra componente di formazione/sensibilizzazione dei contadini sulla produzione e utilizzo del compost nei villaggi di Mumemo e Magude, nella Provincia di Maputo.
- Programma di educazione ambientale presso le scuole, coinvolge 10 scuole locali, per un totale di 15.000 studenti e 50 professori.
- Integrazione sociale dei bambini della discarica pubblica di Hulene B dove, quotidianamente, un migliaio di persone fruga tra i rifiuti alla ricerca di qualsiasi cosa che possa ancora avere un valore o essere riutilizzato. Tra queste persone c’è un numero consistente di bambini (circa 200) a cui questo progetto si rivolge in modo integrato e con i seguenti obiettivi: accompagnare i bambini in un processo di inserimento scolastico nelle scuole del quartiere; fornire loro un’assistenza sanitaria basica; entrare in contatto con le famiglie; indirizzare gli adolescenti verso percorsi formativi che li possano aiutare ad uscire dal mondo della discarica.
- Sviluppo comunitario e turismo responsabile nel Parco Nazionale di Zinave. L’iniziativa cerca di rispondere ai bisogni della popolazione in campo agricolo, sanitario e politico attraverso una serie di micro-progetti che tengono conto del particolare "status” di Parco Nazionale dell’area in cui si opera e quindi con particolare riguardo verso la conservazione ambientale. Inoltre si prevede la costruzione di una struttura turistica ricettiva per offrire prospettive di lavoro qualificato ai giovani delle comunità del Parco e al fine di promuovere l’imprenditoria locale e una completa autonomia della comunità nella gestione della risorsa turismo, con ricaduta piena sulla popolazione interessata.

I Missionari della Consolata

Più che un’organizzazione o un istituto, i Missionari della Consolta sono una famiglia di persone, sacerdoti e laici, che dedicano la loro vita alla missione, spesso spostandosi oltre i confini della madrepatria, oltrepassando le barriere territoriali, razziali, culturali, sociali e religiose. La loro fede si esprime non solo attraverso la preghiera e la diffusione del Vangelo nel mondo, ma anche nell’avvicinamento delle persone emarginate, nell’aiuto dei poveri, nel conforto degli afflitti, nella difesa dei diritti umani, nella cura degli ammalati, nell’elevazione dell’essere umano, nella promozione della giustizia e della pace.
I primi Missionari della Consolata arrivarono in Mozambico nel 1925. Da allora sono numerosi i progetti portati avanti, ma in particolare ricordiamo l’impegno nei seguenti campi:
· L’educazione dei bambini e dei giovani, una grande sfida in un Paese dove i lunghi anni di guerra civile hanno causato un forte degrado del sistema scolastico. Un problema che deve essere affrontato fin dall’inizio è costituito dalla lingua: quella ufficiale di insegnamento è la lingua portoghese, ma i bimbi fin dalla nascita apprendono solo la lingua materna, ovvero una delle tante lingue di origine bantu parlate localmente, come lo xitshwa, il bitonga, il macua, ecc. e quando arrivano alla scuola primaria non sanno parlare portoghese. In varie missioni i Padri della Consolata sono impegnati in progetti scolastici il cui obiettivo è quello di dare una educazione "pre-primaria” dove i bambini possono avere un primo contatto con la nuova lingua, insieme ad altre attività ricreative.
· La promozione degli studenti attraverso l’adozione a distanza di ragazzi in età scolare: grazie a essa il padrino o la madrina donano agli orfani e ai bimbi provenienti da famiglie molto povere la possibilità di studiare che altrimenti sarebbe loro negata.
· L’ascolto delle persone bisognose, l’aiuto degli ammalati e dei poveri.
Durante il viaggio incontreremo i Padri della Consolata presso Maputo, Massinga e Vilankulo.

Salesiane di Don Bosco Figlie di Maria Ausiliatrice

I Salesiani sono presenti in Mozambico dal 1907, quando arrivarono sull’Isola Mozambico per guidare una Scuola di Arti e Mestieri. Con la rivoluzione repubblicana in Portogallo tutti i religiosi furono espulsi dalle colonie portoghesi, ed i Salesiani dovettero andarsene nel 1913. Ritornarono nel 1952 aprendo vari centri educativi e di accoglienza per ragazzi orfani e poveri nell’area della capitale.
Dopo l’indipendenza dal Portogallo, la lunga guerra distrusse le infrastrutture e generò grande povertà, famiglie disperse e molti orfani. Con l'arrivo della pace i Salesiani assunsero la scelta dell'istruzione professionale come mezzo di aiuto a sviluppare il Paese e di risposta ai numerosi giovani che fino ad allora vivevano senza alcuna prospettiva di futuro. Estesero quindi la loro azione nel territorio nazionale, aprendo vari centri e nel 2002 fu inaugurata nella città di Inharrime (in provincia di Inhambane) la scuola professionale S. Domenico Savio, la quale propone ai giovani della zona la possibilità di qualificarsi nelle specialità di falegnameria, officina meccanica, elettricità e costruzioni edili.
Ad essa si affianca l’opera delle Figlie di MARIA Ausiliatrice che nasce dal sogno di Irmã Lucília e delle sue Sorelle di dare una speranza alle bambine che hanno perso i propri genitori, grazie alla casa: un luogo sicuro dove poter crescere, giocare, mangiare e studiare. Al momento l’orfanotrofio ospita circa 60 bambine e aiuta, attraverso le adozioni a distanza, ben 450 bambini della zona e numerose famiglie bisognose anche per mezzo del loro impiego nei progetti della panetteria e la coltivazione dei campi.
Durante il viaggio in Mozambico visiteremo l’orfanotrofio e la scuola delle Suore Salesiane presso Inharrime.

Mozambico del Nord

Associazione Sole Onlus

L’associazione Sole onlus nasce nel 2003. Inizialmente attorno ad un gruppo di amici dopo un’esperienza in Missione a Metoro, Mozambico. La nostra idea di cooperazione parte dall’ascolto delle popolazioni locali attraverso l’esperienza dei Missionari. E’ con questo spirito che a Metoro nel corso degli anni si è realizzato l’asilo Girassol, il centro giovanile Memoria, un progetto di auto sostentamento per le donne dei villaggi del Distretto. Dal 2008 appoggiamo l’associazione Prodes che attraverso il Muteko Wahu realizza microprogetti economici e sociali a Maputo. Sosteniamo dal 2009 l’orfanotrofio di Mepanhira e sei centri nutrizionali nel Niassa (nord Mozambico). A Maputo appoggiamo l’asilo di Polana Canisso. Sole sostiene anche un progetto dell’Associazione ASVT Dollebou sul burro di Karitè in Burkina Faso e un progetto zootecnico in Niger. Nell’ultimo anno abbiamo potenziato le attività in Italia sostenendo un fondo per famiglie in difficoltà insieme all’Associazione Altrocanto.
Sole utilizza l’intero ricavato delle manifestazioni e dei sostegni a distanza per i progetti.

Muteko Wahu

Muteko Wahu è l’associazione appoggiata da Sole a Maputo. E’ nata nel 2007 da un gruppo di artisti di batik con l’intento di realizzare opere di qualità e inserirsi nel circuito del commercio equo solidale. Fin dall’inizio una percentuale del ricavato della vendita viene investito in progetti sociali, microcredito e sostegno scolastico. In questi ultimi anni l’associazione è cresciuta, si sono aggiunti due gruppi di donne, uno che si dedica alla sartoria e l’altro alla preparazione di cibo per take away. Durante i fine settimana al mattino si tengono dei corsi di disegno per i bambini del quartiere. Alla sera largo alla musica con gruppi giovanili e piatti della cucina tradizionale. Il Muteko è diventato un punto d’incontro per i giovani dove chiacchierare e ascoltare musica.
Dal 2009 si realizzano percorsi di conoscenza del quartiere dell’Aeroporto, dove si trova il Muteko, e degli angoli più suggestivi di Maputo per i turisti.
Muteko nel 2010 è diventato il primo Convivium di Slow Food in Mozambico. Il Presidente è Americo Mavale, un famoso artista locale che parla diverse lingue locali, italiano ed inglese.

Uganda

The Jane Goodall Institute

Il Jane Goodall Institute (JGI) è un’organizzazione internazionale non-profit fondata a San Francisco (USA) nel 1977 dalla scienziata Jane Goodall, i cui studi sul comportamento degli scimpanzé hanno cambiato il modo di intendere il nostro rapporto con gli altri animali. L’Istituto promuove progetti di conservazione e di ricerca, in particolare sugli scimpanzé in natura. In questi anni l’Istituto ha costruito una rete mondiale di persone che, unite da un comune spirito e collegate dalla tecnologia, si impegnano per il miglioramento della qualità della vita sul pianeta.
La sede italiana dell’Istituto, il Jane Goodall Institute Italia ONLUS nasce nel 1998 e si impegna, secondo i principi e la filosofia dell’Istituto internazionale, a costruire un futuro migliore per gli uomini, gli animali, l’ambiente, e attua progetti specifici in Italia e in Africa:
- Progetto Sanganigwa: per contrastare la piaga degli orfani di AIDS dell’Africa sub-sahariana. Il JGI mantiene e gestisce la "Casa del bambino Sanganigwa" della regione di Kigoma, in Tanzania, una delle aree più povere del mondo, sostenendo le spese alimentari, mediche, scolastiche, ricreative di bambini e ragazzi tanzaniani dai 3 anni di età in su, di diverse etnie e religioni. Inoltre, l’educazione scolastica è integrata da un programma educativo interno volto a facilitare l’ingresso dei ragazzi di età superiore ai 18 anni nel mondo del lavoro.
- Progetto Villaggio dei bambini di Sanganigwa: dal '98 il JGI Italia ha fatto fronte all'emergenza del supporto base agli orfani ospiti del Centro. Ora l'obiettivo è fare degli ospiti di Sanganigwa individui psicologicamente sani ed autonomi, cittadini attivi e promotori di sviluppo; a questo fine si sta organizzando la "Casa dei Bambini in Case Famiglia" secondo canoni già sperimentati dalle strutture di assistenza sociale sia nel primo che nel terzo mondo.
- Roots & Shoots: (Radici e Germogli) è il programma ambientale e umanitario internazionale dedicato ai giovani. L’obiettivo è educare al rispetto dell’ambiente, favorire la conoscenza e la comprensione di altre culture, sostenere l’importanza dell’impegno individuale.
- Educazione alla differenza e alla pace Programma di formazione transculturale con corsi di sensibilizzazione e di aggiornamento per favorire lo scambio e la conoscenza interculturale e offrire strumenti educativi miranti a creare una rete di comunicazione globale e azioni concrete nell’ambito della multiculturalità, al fine di promuovere una nuova cultura rispettosa delle differenze e di favorire la conoscenza e l’accettazione reciproca in una società multiculturale.
- Programma "Così simili a noi": per la denuncia delle deplorevoli condizioni nelle quali spesso si trovano gli scimpanzé in cattività, il monitoraggio e la tutela degli scimpanzé in cattività, l’educazione al rispetto verso questa specie così simile alla nostra. Gli scimpanzé dovrebbero vivere liberi nelle foreste protette dell’Africa.
NELLA REALIZZAZIONE DI OGNI PROGETTO DEL JGI-ITALIA L'UOMO, L'AMBIENTE E GLI ANIMALI RAPPRESENTANO UN TUTT'UNO IMPRESCINDIBILE, OBIETTIVO PRIMO DI OGNI INTERVENTO

Ziwa Rhino Sanctuary

Rhino Fund Uganda (RFU) è un’associazione non governativa fondata nel 1997 con lo scopo di promuovere la reintroduzione dei rinoceronti nelle aree protette dell’Uganda.
Un tempo queste terre ospitavano migliaia di rinoceronti; il bracconaggio, diffuso soprattutto durante gli anni della guerra civile, ne ha causato l’estinzione e l’ultimo rinoceronte è stato ucciso nel 1982. Oggi, grazie agli sforzi del Rhino Fund Uganda, questa specie è stata reintrodotta sulla terra natia. I tre tipi di rinoceronti presenti in Africa – bianco meridionale, bianco settentrionale e nero – sono attualmente tutti a rischio di estinzione.
La RFU, in collaborazione con Uganda Wildlife Authority e Ziwa Ranchers Ltd, hanno creato il Santuario dei Rinoceronti di Ziwa, un’area protetta dove questi animali ora possono vivere e riprodursi. Lo scopo è il reinserimento di una comunità di rinoceronti in Uganda, che in passato avevano qui il loro habitat naturale. Il santuario si trova nel distretto di Nakasongola, non lontano dalla strada che collega Kampala al Parco Nazionale Murchison Falls. Oggi ospita 6 adulti e due cuccioli maschi della specie bianca meridionale (Ceratotherium simum simum).
L’associazione cerca di proteggere i rinoceronti dal bracconaggio, promuove programmi educativi su questi animali in via di estinzione e ricerca fondi a supporto degli animali reintrodotti in Uganda.
Il Ziwa Rhino Sanctuary è stato creato nel 2002, si estende su una superficie di 70 kmq ed è circondato da un recinto ad alto voltaggio che viene alimentato da pannelli solari. La sua costruzione ha permesso di dare lavoro per circa un anno a molte persone delle comunità locali. Questo recinto serve a mantenere gli animali in un’area protetta e a tenere lontani i cacciatori di frodo. I primi rinoceronti arrivarono qui nel 2005 da Solio Ranch in Kenya, altri esemplari furono donati dalla Comunità Europea a supporto del progetto ed il santuario è stato aperto ai visitatori alla fine del 2005. Dal 2008 c’è la possibilità di alloggiare all’interno del "santuario” ed è stato aperto anche un ristorante dove sono impiegate persone della comunità locale.
Attualmente il "santuario” è una piccola riserva naturale in cui si possono incontrare rinoceronti ed altre specie di animali selvaggi in pericolo di estinzione; ciò evidenzia l’unicità della biodiveristà dell’Uganda e l’importanza della sua conservazione. Insieme ai rinoceronti, nel "santuario” vivono scimmie, coccodrilli, ippopotami ed una grande varietà di uccelli.
La RFU, oltre ad avere lo scopo di creare una ricca popolazione di rinoceronti, cerca di diffondere i suoi programmi su come preservare questi animali ed il loro habitat naturale, su come mantenere la preziosa biodiversità dell’Uganda, e svolge un’importante ruolo educativo nei confronti delle comunità locali, alle quali insegna come rispettare e valorizzare la loro terra natia.
Inoltre, le persone dello staff che si prendono cura del santuario e dei rinoceronti stanno progettando di costruire una scuola primaria e un distretto sanitario nei pressi del parco dove vivono, per garantire condizioni di vita migliori alla comunità ed un accesso a questi servizi di base al momento troppo lontani perché ne possano usufruire le genti del luogo.

Zambia

L'Africa Chiama

L’AFRICA CHIAMA è un’organizzazione umanitaria, formata da un gruppo di famiglie aperte all’accoglienza e alla condivisione, che opera da anni per accendere i riflettori sul continente più dimenticato ed oppresso e per restituire ai bambini africani la loro infanzia negata e violata.
L’Africa Chiama tuttora provvede al mantenimento di circa 10.000 orfani dell’Aids, bambini in difficoltà e ragazzi di strada in Kenya (Nairobi), Tanzania (Iringa) e Zambia (Lusaka, Ndola, Kitwe).
La visione: un mondo nel quale siano assicurati a tutti, in particolare ai bambini, il rispetto dei diritti umani e civili e l’accesso ai beni e ai servizi essenziali contemplati nella Dichiarazione Universale dei diritti dell’uomo (1948) e nella Convenzione Internazionale sui diritti dell’infanzia (1989).
In Africa operiamo con interventi concreti, mirati e trasparenti nei seguenti settori: alimentazione (20 centri nutrizionali, 13 mense scolastiche); accoglienza ( 8 case per ragazzi di strada, 2 asili nido); istruzione e formazione (3 centri sociali, corsi professionali, tasse scolastiche e materiale didattico); prevenzione e assistenza sanitaria (salute materna e infantile, terapia anti HIV-AIDS, malaria e tbc); microcredito per progetti di autosviluppo.
In Zambia L’Africa Chiama è presente dal 2007. Grazie all’incontro di associazioni locali sono stati avviati numerosi interventi a favore dei bambini disabili e in difficoltà del compound di Kanyama, alla periferia di Lusaka. E’ nata così la Casa "SHALOM” terminata nel mese di Febbraio 2008 e composta da: casa di accoglienza, uffici, alloggio dei volontari e sala polivalente per accoglienza, ascolto e aggregazione.
Le attività che l’associazione ha avviato in collaborazione con associazioni e scuole sono:
- Supporto a bambini disabili in partenariato con associazioni locali: mensilmente oltre 60 bambini disabili ricevono supporto nutrizionale, sanitario ed educativo. - Progetto di microfinanza: rivolto a famiglie con a carico bambini disabili residenti nelle baraccopoli di Kanyama e di John Laing, alla periferia di Lusaka.
- Shalom Community School per 300 bambini del compound di Kanyama dove, oltre al sostegno scolastico, i bambini usufruiscono di un supporto nutrizionale.
- Centro di Fisioterapia dove settimanalmente vengono seguiti da tre fisioterapisti più di 50 bambini disabili. Otto insegnanti di sostegno affiancano 50 bambini disabili nell’inserimento scolastico nelle scuole governative e comunitarie. Al fine di favorire l’inclusione sociale dei bambini e giovani disabili si svolge presso il centro di L’Africa Chiama l’attività di BASKIN, ovvero basket integrato, uno sport che vede il coinvolgimento di ragazzi disabili e non.
- Nel mese di Luglio 2009 sono stati avviati i lavori di realizzazione di un Centro Socio Sanitario, dove verranno attuati corsi di educazione e sensibilizzazione per migliorare la salute materno infantile e prevenire così nuovi casi di disabilità.

CeLIM

CeLIM (Centro Laici Italiani per le Missioni), nato nel 1954, è una Organizzazione Non Governativa riconosciuta dal Ministero per gli Affari Esteri e dall’Unione Europea.
La mission di CeLIM è generare speranza per un mondo più giusto. Per combattere la povertà e le disuguaglianze, promuovendo giustizia sociale e solidarietà tra i popoli, CeLIM attua interventi di cooperazione allo sviluppo e di educazione alla mondialità.
In Africa e nei Balcani, attraverso l’operato di volontari internazionali e in collaborazione con enti e personale locali, gestisce progetti di cooperazione che spaziano dal campo socio-sanitario a quello educativo, a quello agricolo, al microcredito. Gli interventi sono sempre ideati in modo da promuovere una stabile autogestione alla conclusione dei progetti e da favorire l'auto-sviluppo della popolazione locale.
In Zambia CeLIM opera dall’inizio degli anni Ottanta e, attraverso molteplici progetti di sviluppo, ha maturato una buona esperienza e conseguito risultati significativi nel miglioramento delle condizioni di vita delle comunità locali. Attualmente i progetti attivi sono:
- Microfinanza a Siavonga e Gwembe: microcredito e formazione combinati riescono a innescare meccanismi di sviluppo che durano nel tempo. L’erogazione di piccoli prestiti permette anche ai più poveri di avviare microattività produttive generatrici di reddito, migliorando le condizioni di vita dell’intera famiglia.
- Gestione sostenibile del patrimonio forestale nel distretto di Mongu, nella provincia occidentale, una delle più povere del Paese. La maggior parte degli abitanti dell'area è costituita da agricoltori e taglialegna: ridurre il degrado ambientale e favorire la gestione controllata e sostenibile delle risorse forestali contribuirà al miglioramento delle loro condizioni di vita e del futuro delle loro famiglie.
- Sostegno all’istruzione di base all’interno delle community school nel compound di Kanyama, nel distretto di Kafue, nell’area periferica del distretto di Lusaka, nel distretto di Siavonga e nel compound di Chirundu. Si tratta di scuole pubbliche, gestite dalla comunità locale, aperte agli orfani e ai bambini più emarginati e vulnerabili che, altrimenti, non avrebbero alcuna possibilità di studiare.
- Agricoltura sostenibile a Mazabuka e Monze, nella provincia meridionale, regione soggetta a ricorrenti periodi di siccità e a conseguente scarsità di risorse alimentari. I beneficiari diretti individuati sono 4200 contadini e 400 donne organizzate in cooperative.
Tra gli ultimi progetti realizzati ci sono quello di lotta all’AIDS, il sostegno all’ospedale di Kafue ed il centro di formazione e aggregazione giovanile Youth Community Training Centre a Livingstone. Ricordiamo anche il procedere dell’attività dell’Olga’s Italian Corner, un punto di ristoro nel centro di Livingstone che garantisce la sostenibilità del Centro YCTC.
Durante il viaggio consapevole gli incontri con i referenti di CeLIM in Zambia e le visite ai progetti della ONG sono previsti presso Siavonga e Livingstone.

Mali

RE.TE ONG - Mali

RE.TE. è una ONG (Organizzazione Non governativa) riconosciuta dal Ministero Affari Esteri Italiano nel 1987. La ONG è un'associazione laica di volontari con diverse convinzioni politiche e religiose, con un approccio non ideologico di lotta alla povertà e di affermazione dei diritti per tutti i cittadini del Pianeta Terra. Il volontariato espresso dai soci attivi di RE.TE. costituisce un elemento di forza dell’organizzazione e si esprime attraverso un impegno continuativo e responsabile nelle diverse attività.
I progetti di RE.TE in Mali hanno l'obiettivo di sostenere la sovranità alimentare stimolando l’aumento dell’offerta quantitativa e qualitativa di beni alimentari sul mercato locale; in tal modo le famiglie beneficiarie possono aumentare il proprio reddito ed avere accesso ad una dieta più varia, sopperendo al deficit della coltura di cereali. Altro obiettivo è la promozione di un processo di sviluppo partecipativo locale, promuovendo il rafforzamento istituzionale ed organizzativo delle organizzazioni di base, delle istituzioni decentralizzate ed un maggior peso della società civile sulle politiche di sviluppo locali.
Il Plateau Dogon è una delle zone più povere del Mali; l’acqua è presente nei corsi d'acqua e nelle riserve naturali solamente durante una parte dell’anno; i suoli sono poveri e solo il 12% delle terre risultano coltivabili. In questo ambiente estremamente ostile, i contadini e le contadine del Plateau Dogon hanno sviluppato la coltura orticola, che ha assunto un’importanza fondamentale per il loro reddito dei contadini.
Dal 2009 è iniziato il progetto "Miglioramento delle filiere orticole e organizzazione dei produttori dei Paesi Dogon”; che intende promuovere lo sviluppo delle filiere orticole, in particolare quella dello scalogno, nei Paesi Dogon, ovvero i Cercle di Bandiagara, Bankass e Koro, strutturando le organizzazioni contadine e rafforzando l’agricoltura familiare.
Beneficiari dei progetti sono i produttori orticoli dei Paesi Dogon, con un’attenzione particolare alle associazioni femminili e all'agricoltura biologica. La metodologia è basata su un approccio integrato di filiera, che agisce su tutti i fattori di produzione: la terra e l’acqua, i semi, la produzione, la conservazione, l'essicazione, la lavorazione, la commercializzazione, l’accesso al credito. In particolare sono decisivi per l'autonomia contadina l'accesso al credito ad inizio campagna e la forza di intervenire nella definizione del prezzo di vendita dei prodotti.

Giordania

Shams Jordanie

Shams Jordanie è un’associazione non governativa fondata nel 2007 da un gruppo di volontari francesi che vivono in Giordania ed è sotto il patronato della Principessa Rym Ali.
L’associazione sostiene le organizzazioni locali che lavorano per aiutare le persone più bisognose e fornisce loro assistenza tecnica-finanziaria così come corsi di istruzione e formazione. Inoltre garantisce un regolare follow-up dei fondi ricevuti.
Il progetto di Iraq Al Amir - Nel cuore della fertile vallata di Wadi Seer, 17km a sud-ovest di Amman, si trova la cooperativa di donne di Iraq Al Amir che producono oggetti artigianali, sapone, tessuti tradizionali, ceramiche carta e cartoline fatte a mano. Shams Jordanie aiuta e sostiene questa associazione locale allo scopo di mantenere intatte le tradizioni locali e di ridare dinamismo alla sua produzione artigianale. Il lavoro viene svolto interamente dalle donne del luogo che hanno così la possibilità di conseguire una certa indipendenza finanziaria e di dare un sostegno alle proprie famiglie. L’obiettivo dell’associazione è di migliorare la qualità del lavoro degli artigiani del luogo e di attrarre un turismo eco-sostenibile in questo piccolo ed affascinante villaggio.
Grazie all’aiuto di Shams Jordanie il negozio d’artigianato è stato ristrutturato e riaperto al pubblico e la scuola di ceramica è stata risistemata. Inoltre sono organizzati dei corsi di cucito e di lingua francese ed inglese che facilitano gli scambi culturali tra gli artigiani ed i visitatori stranieri.
La cooperativa dà anche la possibilità di alloggiare nelle sue case ottomane ristrutturate e propone ai suoi visitatori pranzi e bibite rinfrescanti sotto le volte del suo caffè-ristorante.
Tra gli altri progetti dell’associazione Shams Jordanie sono inclusi:
- il campo di rifugiati palestinesi di Jerash, in cui vengono accolte e curate le persone più anziane e bisognose. Fu fondato nel 1968 come campo di "emergenza” ed ora ha una popolazione di circa 23.000 persone;
- il reinserimento di persone marginalizzate con la creazione di impieghi associati al trattamento dei rifiuti e riciclaggio, in partenariato con la società Entry Green Training. Shams Jordanie finanzia la costruzione dei bidoni per la raccolta dei rifiuti nelle strade e sovvenziona i costi di formazione per 15 ragazzi che ora vivono nelle discariche della città e saranno impiegati nel programma di selezione e trattamento dei rifiuti;
- l’aiuto dei ragazzi disabili mentali presso un centro, situato in Shmeisani, ove vengono curati 60 ragazzi: quotidianamente partecipano a lezioni e attività al fine di sviluppare la loro indipendenza attraverso il miglioramento della loro vita. Shams Jordanie ha finanziato l’attrezzatura della cucina del centro e dona mensilmente fondi per la refezione.

Bosnia

RE.TE. ONG - Bosnia

RE.TE. è una ONG (Organizzazione Non governativa) riconosciuta dal Ministero Affari Esteri Italiano nel 1987. La ONG è un'associazione laica di volontari con diverse convinzioni politiche e religiose, con un approccio non ideologico di lotta alla povertà e di affermazione dei diritti per tutti i cittadini del Pianeta Terra. Il volontariato espresso dai soci attivi di RETE costituisce un elemento di forza dell’organizzazione e si esprime attraverso un impegno continuativo e responsabile nelle diverse attività.
RE.TE è presente in Bosnia dal 1995. L'azione di RE.TE in Bosnia ha voluto coordinare e armonizzare la mobilitazione di enti locali, sindacati, associazioni impegnate in attività di sensibilizzazione e aiuto umanitario in seguito alla guerra in ex-Jugoslavia, attraverso il Tavolo di coordinamento piemontese. Ancora oggi RE.TE è responsabile di varie azioni di cooperazione decentrata piemontese in Bosnia.
Breza soffre un alto tasso di disoccupazione a causa della crisi del settore minerario e dell'apparato produttivo distrutto dalla guerra, che ha danneggiato anche il tessuto sociale e l'ambiente. Organizzate in forma cooperativa sei donne promuovono un approccio alternativo al turismo, nel rispetto delle tradizioni locali e in armonia con la natura. Le loro case si aprono per soggiornare, fare esperienza delle delizie della cucina tipica bosniaca e anche per prendere parte alee attività quotidiane di vita del villaggio. Gustando la pita, il bosanki lonac e la baclava, i turisti possono partecipare alla loro preparazioni e imparare a tessere i tappeti artigianali.
Il progetto attuale - BREZA RICOSTRUZIONE E SVILUPPO - si propone il miglioramento della condizioni di vita della popolazione di Breza, agendo nei settori dell'agricoltura, dei servizi idrici, della raccolta rifiuti, a sostegno dei giovani, delle donne e degli invalidi. Nel settore agricolo si prevede il rafforzamento dei piccoli produttori associati in un Consorzio, grazie ad un centro di raccolta e vendita dei prodotti ed alla produzione di ortaggi, frutta e fiori. Sarà anche creato un fondo di credito rotativo ed un servizio di assistenza tecnica e formazione. In ambito ambientale si interverrà per realizzare un impianto di compostaggio e raccolta differenziata, e per adeguare il livello qualitativo dell'acqua potabile; il tutto accompagnato da campagne di educazione ambientale. In campo educativo si è progettato un ampio parco con laboratorio scientifico per i ragazzi, e saranno aggiornati gli insegnati nell'educazione scientifica e ambientale. Inoltre interverranno direttamente sulla disoccupazione due campi di attività rivolti alle donne ed ai giovani di Breza: la realizzazione di un Centro di orientamento al lavoro gestito dal Centro giovani e quella di corsi di formazione e laboratori tessili per le donne.

Guatemala

Cooperativa Kato Ki

Il Guatemala è il paese dell’America Latina dove più forti e vive sono le tradizioni delle popolazioni indigene, difese e conservate dopo la conquista spagnola del ‘500. Per iniziativa di alcuni leader contadini, che cercavano una fonte di finanziamento per realizzare la propria attività agricola, nel 1972 nacque la Cooperativa guatemalteca Kato-Ki, a Chimaltenango.
Attualmente Kato-ki si occupa di risparmio e credito, agricoltura, allevamento ed artigianato e progetti educativi  e sanitari. Gli scopi di Kato-Ki, che significa "aiutiamoci", e che raggruppa 15.000 soci sparsi in tutto il Guatemala, sono quelli di favorire lo sviluppo integrale dei suoi membri e della popolazione che abita nelle aree di influenza della cooperativa, dare consulenza ai produttori per migliorare la qualità dei prodotti pur mantenendone le caratteristiche originarie, cercare nuovi mercati, formare i soci in materia di agricoltura e di allevamento, essere fonte di credito accessibile. Kato-ki ha realizzato vari progetti tra questi la costruzione del Centro Educativo Monte Cristo, che offre ai giovani preparazione scolastica e professionale, si occupa di progetti di appoggio all'educazione e di turismo alternativo. La Cooperativa Kato-Ki nel suo intervento, si è ispirata fin dall’inizio ad alcuni principi fondamentali: rispetto e salvaguardia della tradizione popolare, con particolare attenzione alla terra, cui la cultura indigena attribuisce profondo valore; ricerca di una forma culturale che, di fronte all’affermarsi della modernità - globalizzazione, consenta alle popolazioni indigene l’inserimento nella nuova realtà mondiale senza rinunciare al proprio patrimonio culturale ed alla propria cosmovisione. La Cooperativa ha, allora, agito su due piani:
» mantenimento e promozione della piccola proprietà contadina indigena, possibilmente in forma comunitaria: la proprietà della terra deve essere giuridicamente garantita, avere dimensioni che consentano una vita dignitosa a chi la lavora, accogliere una nuova cultura della coltivazione, non già una diversa cultura della terra.
» offerta di una possibilità educativa e di istruzione scolastica che garantisca l’avvenire dei figli ed il loro inserimento nella società: creando opportunità di lavoro; preparando i quadri medi, indispensabili per un profondo cambiamento della situazione politica, economica e sociale (sindaci, leaders popolari, operatori sanitari, quadri politici, piccoli e medi imprenditori…); aprendo l’accesso a ruoli dirigenziali per i cittadini capaci, indipendentemente dalla loro origine etnica.
Progetti Turismo Alternativo:
Dopo alcuni anni di relazioni con paesi stranieri, Kato-ki ha deciso di realizzare un turismo alternativo come un'agenzia di turismo tradizionale, che però realizza anche incontri culturali, visite a progetti , contatti diretti e concreti con la realtà del paese.
E soprattutto, il contatto umano con i bambini, i contadini, le donne, le famiglie, gli abitanti locali, che condividano con il turista momenti della propria vita quotidiana.  Si tratta di alloggiare in piccole strutture familiari a prezzi molto bassi, molto semplici ma puliti. Questo lavoro di agenzia viene realizzato in coordinamento con la Planet Viaggi, con il cui appoggio, si offre la possibilità di far conoscere le bellezze del paese, ed anche la sua realtà socio-culturale, affinché il turista sia consapevole dell'aiuto che può offrire con il suo viaggio alle iniziative realizzate da Kato - Ki.