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Racconti di viaggio

 

Mozambico. In viaggio

Agosto 2009

di Giovanna Licata

Ho incrociato sguardi vivacissimi e penetranti di bambini ricciuti, ora gioiosi e sorridenti, ora trepidanti, stupefatti e incantati, ma tutti presi dalla curiosità del nuovo, affascinante, sconosciuto e misterioso; ho ricambiato l'abbraccio generoso e fraterno di pazienti donne festanti nelle loro accese capulane; ho assecondato la vigorosa e cordiale stretta di mano di affabili professori, ospitali dirigenti e cortesi operatori; sono stata trascinata da giovani indiavolati in un vortice di danze scatenate, al ritmo frenetico e travolgente di sonori tamburi percossi, con rara maestria, da ragazzi eccezionali; hanno generato radici robuste nella profondità dell'animo semplici storie di coraggio, di iniziativa, di impegno, prodigiosi e gratuiti, di piccole, tenaci, determinate, intraprendenti suorine e di intrepidi ed operosi missionari; mi hanno abbagliata e lasciata senza respiro le spumeggianti onde turchine dell'oceano possente e l'interminabile, incontaminata distesa di dorate dune di sabbia; ho vibrato d'incanto agli infuocati, vermigli tramonti sospesi tra ricami di palme pigramente ondeggianti al soffio gentile dell'oceano impetuoso; ho scorrazzato all'alba senza meta nel parco silenzioso sbirciando, incuriosita ed in attesa stuporosa, il primo risvegliarsi dell'eterno ritmo della vita; ho contemplato l'azzurro del cielo filtrato dall'ombra di rami intrecciati, cullata dallo sciabordio musicale di acque trasparenti e freddissime; ho intessuto nodi di amicizia, tenaci all'oblio, in un cammino solidale anelante all'assoluto: questo il mio Mozambico.