Ho incrociato sguardi vivacissimi e penetranti di bambini ricciuti, ora gioiosi e sorridenti, ora trepidanti, stupefatti e incantati, ma tutti presi dalla curiosità del nuovo, affascinante, sconosciuto e misterioso;
ho ricambiato l'abbraccio generoso e fraterno di pazienti donne festanti nelle loro accese capulane;
ho assecondato la vigorosa e cordiale stretta di mano di affabili professori, ospitali dirigenti e cortesi operatori;
sono stata trascinata da giovani indiavolati in un vortice di danze scatenate, al ritmo frenetico e travolgente di sonori tamburi percossi, con rara maestria, da ragazzi eccezionali;
hanno generato radici robuste nella profondità dell'animo semplici storie di coraggio, di iniziativa, di impegno, prodigiosi e gratuiti, di piccole, tenaci, determinate, intraprendenti suorine e di intrepidi ed operosi missionari;
mi hanno abbagliata e lasciata senza respiro le spumeggianti onde turchine dell'oceano possente e l'interminabile, incontaminata distesa di dorate dune di sabbia;
ho vibrato d'incanto agli infuocati, vermigli tramonti sospesi tra ricami di palme pigramente ondeggianti al soffio gentile dell'oceano impetuoso;
ho scorrazzato all'alba senza meta nel parco silenzioso sbirciando, incuriosita ed in attesa stuporosa, il primo risvegliarsi dell'eterno ritmo della vita;
ho contemplato l'azzurro del cielo filtrato dall'ombra di rami intrecciati, cullata dallo sciabordio musicale di acque trasparenti e freddissime;
ho intessuto nodi di amicizia, tenaci all'oblio, in un cammino solidale anelante all'assoluto:
questo il mio Mozambico. |